Cambodian Dream #007

CAMBODIAN DREAM #007

Non mi ero mai sentita così viva come nel periodo prima della partenza. 

Milano mi voleva bene ed io ero elettrizzata, fiumi di sensazioni di tutti i tipi mi scorrevano dentro. 

Era arrivato il momento di pensare alle valigie e agli scatoloni con le "cose" da portare e le "cose" da lasciare per un po' in standby. Volevo partire leggera, sapevo che avevo fatto solo il primo passo verso la mia lucina dorata che brillava negli abissi tenebrosi del mio malessere, sapevo anche che tutta quell'euforia non era "sana" ed una parte di me conosceva bene il giochino del mio rollercoaster interiore. Su su su e poi giù in picchiata verso il basso nelle tenebre.  

Avevo preso la ferma decisione di iniziare a conoscere SUPER CHIARINA e questo mi faceva sentire incredibilmente ME, provavo un' infinità di emozioni pazzesche, forti, alle volte così forti che non riuscivo a contenerle. Avevo la sensazione che il mio cuore sarebbe potuto esplodere da un momento all'altro e questo mi succedeva sempre, sia che fossero emozioni negative a condurre l'orchestra di quello che mi accendeva dentro, sia che fossero i fiumi della sovreccitazione a dirigere il ritmo del mio cuore. Questo tornado interiore non mi dava mai tregua, ventiquattro ore su ventiquattro, trecento sessantacinque giorni l'anno da dieci anni. 

Non avevo idea di che cosa volesse dire essere equilibrati, tutti gli psicologi che mi avevano "studiata" prima del Dot. Barone,  dicevano che mi mancava il barometro dell'equilibrio e che la causa del mio dolore era dovuta dagli stra-vizzi in cui mi crogiolavo e che se avessi smesso di uscire e fare la balorda tutto sarebbe passato. Appena pronunciavano queste parole mi saltavano i nervi e avrei voluto urlargli dietro qualsiasi cosa e invece sconfitta me ne andavo a perdermi di nuovo nelle nottate senza una fine, con la speranza che attutissero un po' tutto il marasma che mi tormentava e a modo loro lo facevano. 

Un solo dottore di cui non ricordo il nome, in un momento particolarmente delicato della mia tarda adolescenza in cui stavo prendendo davvero una bruttissima strada mi disse: "Chiara tu non hai nulla che non va, non sei matta, non hai bisogno di nessuna cura antidepressiva, hai solo bisogno di trovare la tua identità e per farlo l'unica cosa che credo tu possa fare è allontanarti dai tuoi genitori. Quando sarai riuscita a prendere le dovute distanze dalle loro dinamiche e storie, il muro di cemento armato che hai costruito intorno al tuo cuore per difenderlo, crollerà e da quel momento in poi vedrai come quella luce che ti vedo brillare negli occhi esploderà e tu sboccerai come un fiore e nessuno ti potrà più fermare. " 

WoW.. le sue parole le avevo SENTITE, avevano toccato una corda che aveva prodotto una vibrazione diversa dalle solite, era come se avessi sentito per la prima volta la presenza di quella corazza di amianto e l'avevo percepita muoversi. Non avevo la più pallida idea di che cosa volesse dire esattamente con quelle parole, ma il mio cuore le aveva sentite. 

All'epoca ero la principessa degli estremi, indisciplinata e molto ribelle. Non permettevo a nessuno di interferire con le mie iniziative - questo succede ancora oggi - quando decidevo una cosa era quella e guai a chi si provava a mettere in mezzo tra me e il mio obbiettivo, volevo vedere realizzato tutto quello che mi passava per la testa ancora prima che il pensiero si completasse e mi arrabbiavo tantissimo con me stessa se non lo ottenevo. La testa non si fermava mai ed io non riuscivo mai a stare ferma, ero sempre tesa come una corda di violino, dovevo trovare una soluzione perché così non ce la facevo proprio più. 

269473_10150308905061280_3056134_n.jpg

Ero molto stanca, non dormivo da anni,  e quelle poche notti in cui gli occhi si chiudevano partiva il delirio del subconscio e venivo travolta da incubi da cui mi risvegliavo affranta. Ero stravolta. Mi serviva una pausa da tutto questo, sognavo il silenzio anche se non sapevo che forma avesse, desideravo la solitudine, ma mi tormentavo chiedendomi come si facesse a stare soli senza sentirsi completamente persi? Senza qualcuno accanto a me molto spesso mi chiedevo se fossi reale. Mi guardavo allo specchio e vedevo un corpo in cui non mi riconoscevo, per anni ho odiato ogni parte di me stessa, mi ritrovavo solo nei miei occhi perchè lì vedevo quella lucina dorata, il riflesso opaco della lucina dorata sepolta da molti strati polverosi che dovevo ripulire. 

In Cambogia sentivo che avrei avuto lo spazio ed il tempo necessario che mi serviva per esplorarmi e conoscermi, nessuno mi conosceva, nessuno sapeva nulla di me, nessuno si aspettava che io fossi nient'altro che quello che ero. 

Ho chiuso negli scatoloni la Chiara urbana, promettendole che sarei tornata da lei, non sapevo come e quando ma sapevo che non stavo scappando, volevo provare a stare da sola con SUPER CHIARINA per conoscerla ed imparare ad amarla per quello che era. 

Dieci anni di vita milanese chiusi in dieci scatoloni. Ero pronta a partire con un senso di immensa gratitudine nei confronti di Milano e di amore profondo verso le tantissime anime che erano apparse come angeli  supportandomi con il loro affetto nei sei mesi prima della partenza. 

Il fatto che Milano aveva approvato la mia partenza, lo avevo preso come un altro chiaro segnale dall'Universo: e ero sulla strada giusta. 

Si parte, le gambe mi tremavano il cuore mi fremeva, avevo comprato un biglietto di sola andata verso la terra in cui mi ero per la prima volta sentita a "casa" e in cui mi ero riconosciuta, ero pronta a tornare nella "terra della mia anima". 

Cambodia volo da te, grazie per avermi chiamata. 

 

instagram-02.png

I'm broke but I'm happy, I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded, I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful, baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine, fine, fine
'Cause I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five

I feel drunk but I'm sober, I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm restless, I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby

What it all comes down to
Is that everything is going to be quite alright
'Cause I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette

What it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
'Cause I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a peace sign

I'm free but I'm focused, I'm green but I'm wise
I'm hard but I'm friendly, baby
I'm sad but I'm laughing, I'm brave but I'm chicken shit
I'm sick but I'm pretty baby

And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet
I've got one hand in my pocket
And the other one is playing the piano

And what it all comes down to, my friends, yeah
Is that everything is just fine fine fine
I've got one hand in my pocket
And the other one is hailing a taxi cab

Cambodian Dream #006

CAMBODIAN DREAM #006

Il primo step verso il mio viaggio lo avevo fatto: mi ero liberata dalla schiavitù delle otto ore -quando andava bene - quotidiane di scrivania e sedia che non ammazzavano solo la mia anima ma anche la mia schiena!  Mi sembrava un traguardo da LEONESSA, anche se dentro di me sapevo che avevo aperto solo una prima fessura di quella gabbia in cui mi trovavo incastrata da anni, ma aver avuto il coraggio di  fare il "salto nel vuoto" per avventurarmi nella giungla sconosciuta della mia nuova vita, mi faceva sentire molto viva. 

Quel giorno ho letteralmente iniziato a camminare il mio sogno. Quel giorno che con le gambe tremolanti ed il cuore in gola ho deciso di lasciare la "vita sicura" per avventurarmi nel nuovo mondo:  incasinato, rumoroso, anche un po’ puzzolente, ma che aveva un profumo familiare, cosa che per me all'epoca le strade e i salotti milanesi non avevano.

In Cambogia respiravo, a Milano no. 

Ero pronta per il grande viaggio. Pronta a preparare le valigie e a sistemare negli scatoloni le “cose" che non ero ancora in grado di affrontare, ma su cui sarei tornata prima o poi.Avevo imparato la lezione dalle mie due fughe precedenti, non volevo scappare.

Volevo solo imparare a vivere. 

Dopo aver chiamato tutti "i miei supporters" per raccontare della mia impresa da eroina, mi sono fermata un attimo e mi sono chiesta: Chiara cosa vuoi fare in questi mesi prima di partire? Ho fatto un lungo respiro profondo, ho lasciato che il ritmo del respiro entrasse in sintonia con i battiti del cuore ed immediatamente sono apparse queste parole: "Praticare tanto tanto tanto Yoga. Regalare sorrisi a più non posso. Partire leggera."

Gli ultimi sei mesi di vita a Milano sono stati meravigliosi: la città si era trasformata da una gabbia grigia popolata da persone poco cordiali e molto snob ad una città "human friendly" popolata di anime gentili e sorridenti. Non ci potevo credere, tutto era cambiato. Io mi sentivo diversa e Milano mi rispecchiava.

Ho dedicato molte delle mie notti insonni all'analisi di questo cambiamento così drastico di quello che succedeva nel mondo là fuori.  

Cambia i tuoi pensieri e cambierai il tuo mondo: era un concetto che avevo letto e riletto, lo avevo provato ad applicare in tutti i modi logici possibili, ma non mi aveva mai portato a nulla. Una frase che mi rimbombava nella testa giorno e notte, ma che non avevo mai capito come mettere in pratica. Come si faceva a fermare i pensieri? Come si faceva a farli andare dove avrei voluto io e non totalmente wild dove volevano loro? Provavo in tutti i modi a non pensare, a non farmi travolgere dai vortici densi di grigio che mi tormentavano, cercavo di pensare a cose diverse, mi applicavo, ma non bastava mai, i miei sabotatori gridavano così forte che era impossibile non ascoltarli. Fino a quando ho smesso di voler capire, mi sono dimenticata che stavano urlando ed ho spostato l'attenzione sui battiti del mio cuore e le gambe tremanti che si dirigevano da sole verso la porta dell'ufficio del mio capo. È bastato un istante, mi sono arresa alla forza che pulsava dentro di me, in quel momento di distensione "the magic took place" ed improvvisamente la mia vita era diversa, aveva un tocco speciale, era diventata un po' come incantata. 

WOW... I am literally walking my Dream. 

Ogni giorno mi sbalordivo della perfetta sincronicità in cui mi accadevano le cose.

Gli amici mi erano vicini, passavo meravigliose serate spensierate a ridere e costruire insieme a loro i dettagli di quello che mi sarebbe potuto capitare nella nuova casa asiatica.Ricevevo tante telefonate di incoraggiamento anche da persone non così vicine a me, tantissimi complimenti per la mia scelta coraggiosa. Tantissimo affetto. 

1930389_122569330191_359_n.jpg

Andavo a praticare yoga da Marco quasi tutti i giorni, la sua pratica e la sua voce mi portavano in un' altra dimensione dove il sentire prendeva il posto del pensare. Ogni shavasana finiva sommersa di lacrime dal sapore agrodolce, accanto al mio mat giaceva una scatola di fazzoletti pronti all'uso.

Devo molto alla sua presenza in quel periodo, è stata una fonte di immensa ispirazione per me, le brevi condivisioni con Marco post pratica erano preziose, poche parole ma piene zeppe di significato, vibrazioni che arrivano dritte al centro del cuore e li avveniva un esplosione cosmica di emozioni. 

Volevo arrivare a muovere il mio corpo con la sua stessa grazia ed abbassare e sintonizzare i decibel della mia voce ad una frequenza simile alla sua, la frequenza del cuore.

Questa era la mia missione. 

Finalmente iniziavo a sentirmi più leggera. Ero vista per quello che ero, non sentivo più il bisogno di identificarmi negli altri, non avevo ancora ben chiaro cosa fossi, ma era sempre più evidente che ero il piccolo tornado SUPER CHIARINA alla ricerca del suo centro. 

Quasi tutte le notti mi addormentavo piangendo, ma le lacrime che scendevano sul mio viso non avevano più quel sapore amaro indigesto, erano più lacrime dolci piene di gratitudine verso la vita.

Avevo capito che io ero il sognatore del mio sogno ed ero a scriverne la trama, sensazione dopo sensazione, pensiero dopo pensiero. Azione dopo azione. 

Da quel giorno mi sono resa conto che la mia esistenza era magica e che era un mio dovere vivere ogni istante nel migliore dei modi possibile.

Volevo trasformarmi in un tornado dorato e luminoso, portatore di gioia. 

10456016_10154318299905192_1465115490627536157_n.jpg

We can take ownership of the dream we’ve been dreaming.

We can take ownership of the world we’ve been perceiving and the co-creation of the life we perceive to be ours.

From a past-experience perspective, we can choose now to dream a different dream.

We can choose a dream that is more loving, more peaceful, more compassionate and more aligned!

You can choose to look at your past and keep the parts of your dream that serve you and the parts you want to change, and you can choose again now.

Our life isn’t what we see, but what we perceive.

Gabby Bernstein

Cambia i tuoi pensieri e cambierai il tuo mondo (1).jpg

Cambodian Dream #005

Cambodian Dream #005

Eh sì, lo avevo detto ad alta voce: "Ciao a tutti, parto e vado ad occuparmi di me stessa. Ci vediamo quando avrò smaltito il macigno che non mi permette di respirare e mi appesantisce il cuore." 

Non sapevo cosa mi avrebbe aspettavo in Cambogia, l'unica certezza che avevo era che lì c'era mio fratello. Il figlio grande di mio papà che sognavo da anni di raggiungere nella sua vita pionieristica. Lo stile di vita dell'avventuriera mi elettrizzava, ben diverso dai perbenismi borghesi dove continuavo a sbattere la testa facendomi male. 

Nelle notti insonni passate a studiarmi ed analizzarmi,  una delle tematiche più ricorrenti era il fatto che non mi sentivo legata a nulla di tutto quello che stavo vivendo: non appartenevo a nessun gruppo di persone, a nessuna città, neppure alla "mia famiglia" e ad essere sincera non sentivo neanche di appartenere al mio piccolo corpo.  Mi sentivo sempre giudicata, non capita e molto spesso non voluta. Provavo a vedere le situazioni che mi creavano disagio sotto ogni prospettiva possibile, ma mi sentivo sempre un pesce fuor d'acqua, non  riuscivo proprio a capire quale fosse il mio posto nel mondo, forse anche perché nel mio mondo interiore c'era una grande confusione. 

Mi ero cercata ovunque là fuori: negli sguardi degli amici, tra le braccia dei fidanzati, negli apprezzamenti degli sconosciuti, nelle critiche dei miei familiari, cambiavo la muta come un geko a seconda della situazione in cui ero, ma non ero mai me, ero sempre qualcos'altro che non mi apparteneva fino in fondo. 

Sentivo che mi serviva solitudine, ma la sola idea di essere sola in una stanza mi pietrificava. Cercavo il silenzio, ma il silenzio allo stesso tempo di terrorizzava. Mi davo regole rigorose per poi infrangerle subito dopo, ero sempre in contraddizione e confusa.

Pregavo che tutto questo tormento finisse, sapevo che quella lucina dorata che brillava in lontananza era la porta verso me stessa, ma qual' era la strada giusta per arrivarci? Continuavo a provare tutte le opzioni che avevo là fuori, ma tornavo sempre sconfitta, addolorata ed arrabbiata perché mi ero fatta ancora male.  

Ma qualcosa di tremendamente grosso si era smosso dentro di me quando avevo annunciato ad Alessio che sarei partita. Non avevo mai provato quel tipo di leggerezza, non avevo mai sentito il mio cuore battere in quella maniera, dopo dieci anni di tentativi sentivo fermamente che quella era la strada giusta, ora restava solo da organizzare i bagagli per il grande viaggio. 

Tornata alla scrivania dopo essermi licenziata, guardo lo schermo del computer e vedo riflesso il mio sguardo sorridente e felice: che gioia, che paura! 

WOW... Faccio un super respiro profondissimo ed iniziano a scendermi delle lacrime sul viso, le parole che rimbombavano seguendo le pulsazioni del mio cuore erano: Brava, Brava, Brava, Brava, Brava...

Prendo il telefonino in mano per scrivere a caratteri cubitali a tutti i "miei supporters" della mia coraggiosissima impresa e come per incanto appena lo prendo iniziano ad arrivarmi messaggi del tipo: " Allora? Com'e' andata?" e poi un altro: " Ma quand'e' che dovevi parlare al tuo capo? Oggi vero?  Fammi sapere, ti penso!" "Chiarina mentre mi raccontavi del tuo sogno mi sono commossa, sono con te!" ... Non ci potevo credere come facevano a sapere che gli avrei parlato proprio quel giorno? Perché il mio telefono era pieno di amore e supporto? Cos'era cambiato? E' vero che lo sapevano tutti i marciapiedi di Milano che sarei partita, ma nessuno sapeva - nemmeno io - quando avrei parlato ad Alessio e mai nessuno, a parte le amiche più vicine, mi aveva mai capita. Che diamine stava succedendo? 

Quella sincronicità così precisa non potevo che prenderla come un meravigliosa risposta dall'Universo verso la mia scelta, verso il mio desiderio di iniziare a prendermi cura di me stessa.

Proprio in quei giorni la mia "sorellina" Ilaria dopo averla chiamata per raccontarle che ero una campionessa di coraggio e che ero riuscita finalmente a dire quello che sentivo nel cuore, mi dice che era arrivato il momento di andare con lei alla Libreria Esoterica dove non ero ancora mai stata. Me ne aveva parlato tantissimo, ma per un motivo o per l'altro avevo sempre trovato una scusa per rimandare e non andarci. 

Entrata dentro mi sono sentita subito a casa: giravo per i banconi pieni di libri con titoli che mi chiamavano e mi sono sentita un po' come quando da bambina "parlavo" con i miei angioletti. Erano insieme alla tigre e agli spiriti degli Etruschi, i miei amici immaginari con cui amavo giocare nella meravigliosa valle incantata. 

1934596_239713650191_971867_n.jpg

Mi sono trovata davanti allo scaffale dove stavano i libri degli angeli e non potevo credere alla quantità di libri che c'erano: Il tuo angelo custode. I racconti degli angeli. Parla con gli angeli della guarigione.  Sono rimasta a bocca aperta, sbalordita, la memoria mi ha riportata immediatamente a me bambina e mi sono detta: WoW.. Wow.. wOw.. questa e' roba buona, cosa scelgo?

Dietro di me una voce maschile mi dice: "Difficile scegliere vero? Perché non torni domani, ci sarà un seminario con Gaetano Vivo maestro di Reiki e Meditazione che guiderà proprio una meditazione sugli angeli. Vedrai che ne uscirai entusiasta e dopo avrai le idee più chiare su cosa scegliere. 

Okay. Quest'uomo mi stava parlando di reiki e meditazione cose di cui avevo sentito parlare che mi affascinavano moltissimo, ma che non avevo mai avuto "il tempo" di ricercare.

Certo è che se ero li c'era una ragione, l’ho preso come un altro segno dall'Universo e senza pensarci troppo accetto il suo invito. 

Quella notte mentre non dormivo mi sentivo diversa, ero emozionata all'idea che il giorno dopo sarei andata ad un seminario, non ero mai stata ad un seminario prima d'ora, non avevo mai meditato e l'idea di poterlo fare ed eventualmente incontrare il mio mio angelo custode mi piaceva molto.

Il giorno dopo mi sono svegliata elettrizzata, non vedevo l'ora che arrivassero le 3pm per andare al "mio appuntamento con l'angelo". Non avevo raccontato a nessuno quello che sarei andata a fare, avevo paura di essere criticata e non capita, mi sentivo già abbastanza giudicata per tutto quello che ero e certamente meditare con gli Angeli non era proprio una cosa usuale del mio mondo di allora. 

I dettagli di cosa e' successo dentro di me durante quella meditazione sono qualcosa di molto personale,  e' stata indubbiamente una delle esperienze più significative del viaggio in cui mi trovo ancora immersa, alla riscoperta di me stessa.

La strada nella grotta oscura verso la lucina dorata era meno buia ed avevo trovato un fedele compagno di avventura, ero felice. 

Uscita da quell'esperienza ho capito che cosa volesse dire essere GRATI alla vita. 

Walking my Dream e' da allora il titolo del mio viaggio..  

10456016_10154318299905192_1465115490627536157_n.jpg

La vita è un magnetismo non spingere, non tirare.

Preoccupati di attrarre a te quello che desideri.

L'Universo è pazientemente in attesa di donarti tutto quello che vuoi. 

Quello che emani, ricevi.

 

It's a mystery to me
We have a greed
With which we have agreed

You think you have to want
More than you need
Until you have it all you won't be free

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me

When you want more than you have
You think you need
And when you think more than you want
Your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
'Cause when you have more than you think
You need more space

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

There's those thinking more or less less is more
But if less is more how you're keeping score?
Means for every point you make
Your level drops
Kinda like it's starting from the top
You can't do that

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

Society, have mercy on me
I hope you're not angry if I disagree
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

Cambodian Dream #004

Cambodian Dream #004

Le cose dentro di me andavano sempre peggio, com'era possibile? Dove stavo sbagliando? Non capivo, cercavo in ogni angolo della mia mente, ma non capivo. Avevo deciso di partire per la Cambogia, ma il nodo che mi chiudeva la bocca dello stomaco era sempre presente, giorno e notte. 

All'epoca lavoravo in casa di produzione, il mio lavoro mi appassionava molto, ma era da un po' di tempo che mi interrogavo su come stavo impiegando il mio tempo. Dove stavo mettendo le mie energie e la mia passione? Chi stavo aiutando con quello che facevo? Che impatto sociale aveva il mio lavoro? Le risposte che mi davo non mi soddisfacevano affatto. Ho iniziato a sentire un fortissimo desiderio di trovare qualcosa da fare che avesse un significato profondo e con uno scopo molto più grande del realizzare pubblicità. Anche se mi sentivo ancora lontana anni luce da me stessa e questo mi faceva "dannare", sapevo di essere molto fortunata, avevo un meraviglioso letto dove riposare e  non mi sarebbe mai mancato un piatto caldo. Volevo restituire al mondo le fortune che avevo, ma in quelle condizioni non ne ero in grado. Prima mi dovevo sistemare io. 

Sentivo che la Cambogia in qualche modo avrebbe realizzato questo sogno, se non altro avrei impiegato il mio tempo a stare dietro ai capricci di clienti poco gentili e molto pretenziosi. I cambogiani ti sorridono sempre, gran parte della popolazione vive in catapecchie fangose dove non c'è neanche il bagno.

Un cambogiano medio guadagna due dollari al giorno. DUE DOLLARI AL GIORNO... e si toglievano il cibo di bocca per offrirlo a te, anche se era l'unica cosa che avevano da mangiare in quella giornata. 

Questo atteggiamento mi aveva colpito dritto al cuore.

1935991_1172083416211_7572700_n.jpg

Il giorno in cui ho dato le dimissioni é stato uno dei momenti più emozionanti e significativi del viaggio verso me stessa. 

Erano giorni che rimuginavo su cosa avrei detto ai miei capi, la qualità dei miei pensieri era pessima : "Non andare. Sei pazza. Non puoi licenziarti. Lasci un posto di lavoro fisso per andare in Cambogia? E se poi le cose non vanno? Cosa fai? Dove vai? Devi restare qua. Ascolta quello che ti dicono, non si lascia il lavoro. Chi pensi di essere? Non fare la ribelle." La voce dell'Ego urlava fortissimo e anche se io cercavo di non ascoltarla, lei non taceva. 

Il grande giorno arriva: mi siedo alla scrivania e sento una vampata di calore che parte dai piedi e mi percorre tutto il corpo fino alla testa, inizio a sudare freddo. Resto seduta quasi paralizzata, inizia a mancarmi l'aria ed entro in affanno. Attacco di panico. 

Mi metto a pregare chiedendo aiuto, davvero non ce la facevo più. Chiedevo disperatamente di essere guidata: dovevo trovare la forza di uscire da quella “gabbia".

Ad un certo punto un sibilo molto sottile si intromette nel mio monologo distruttivo: " Vai, non avere paura, non sei sola, io ci sono, respira. Non avere paura, fidati." Erano le stesse parole che mi ripeteva il dott. Barone ogni volta che mi veniva un attacco di panico. In quel momento ho percepito la sua presenza vicino a me. Di lui potevo fidarmi, era l'unica persona che era riuscita a trovare la chiave per entrare nelle mie grotte oscure ed era anche l'unica persona che non avevo buttato fuori a calci.. 

new1-19.png

Mi sono alzata dalla sedia, ho fatto un respiro profondo, come quelli che facevo a yoga, e passo dopo passo con le gambe rigide e tremolanti mi avvio verso la stanza del mio capo. Davanti alla porta mi blocco, volevo tornare indietro, ma la mano si appoggia alla porta e la apre: sono rimasta immobile senza aprire bocca, lui un po' attonito mi ha guardato chiedendo cosa volessi, non era mia usanza rimanere in silenzio, senza parole. Non riuscivo a parlare, non sapevo cosa stessi facendo e non so cosa sia successo, ma ad un certo punto ricordo di aver sentito il corpo sciogliersi,  le gambe non erano più rigide rigide e ho iniziato a parlare no stop: dopo dieci minuti  lui mi interrompe e guardandomi dritto negli occhi, sorridendo mi dice: "Brava Chiara, sono fiero di te, sono certo che questo viaggio ti aiuterà a trovare quello che stai cercando, sappi che ti stimo tantissimo."

WOW.. Era vero, lo avevo fatto. Lo avevo detto: "Ciao a tutti, parto e vado ad occuparmi di me stessa. Ci vediamo quando avrò smaltito il macigno che non mi permette di respirare e mi appesantisce il cuore." 

Esco dalla sua stanza con una leggerezza che non avevo mai provato prima.  Il mondo intorno a me era diverso... 

Buona Vita a voi, io parto! 

10456016_10154318299905192_1465115490627536157_n.jpg

"Se vi rivolgete al Cielo con fede ed innocenza,

accoreranno senz'altro in vostro soccorso.

La Madre e gli Angeli sono sempre li per voi.

Se credete vi aiuteranno a rialzarvi." Amma

Cambodian Dream #003

CAMBODIA DREAM #003 

Dopo un mese Cambogiano passato ad esplorare con il cuore in fermento la terra della mia nuova “casa asiatica", una volta atterrata a Malpensa il sogno incantato Cambogiano si e' trasformato nel peggior incubo di sempre: improvvisamente si sono aperte le porte di grotte grigie dense di paura e dolore, con cui sapevo di dover fare i conti prima di partire. 

IMG_9845.jpg

Quel vuoto abissale che sentivo dentro, quel nodo che mi chiudeva la bocca dello stomaco da anni, me lo dovevo gestire da sola:  “là fuori" nessuno poteva capire cosa si nascondeva dietro il sorriso di una ragazza terrorizzata da se stessa. 

La strategia di cui ero diventata negli anni una maestra, non mi stava portando da nessuna parte: dovevo smettere di chiedere a chiunque incontravo quello che io non ero in grado di dare a me stessa.

Ero arrivata al capolinea, stanca di cercare di controllare e manipolare. Stanca di chiedere attenzioni. Stanca di chiedere amore. Stanca di continuare a creare nella mia realtà le paure che mi spaventavano internamente.

Il solo pensiero di cambiare 'tattica" mi paralizzava, ma non avevo alternative, quella lucina sfuocata infondo alla grotta buia mi chiamava ed io erano anni che cercavo disperatamente di raggiungerla. Pregavo l'Universo ogni notte che mi mostrasse la via verso di lei.  Continuavo a ripetere gli stessi "errori" e questo mi feriva molto. Mi sentivo in gabbia, prigioniera dei miei pensieri distruttivi. 

Per più di dieci anni ho cercato di "sabotare i miei sabotatori" nascondendomi dietro uscite fino a mattina inoltrata, relazioni ossessive e comportamenti compulsivi. Più cercavo di seppellirli in questo modo e più loro urlavano. La mia parte bambina voleva attenzione ed io non volevo sentire, mi faceva troppa paura.  

Per la prima volta in Cambogia, in quella terra dal sapore così famigliare, avevo sentito la piccola Chiara distendersi e respirare e la cosa pazzesca era che i momenti in cui stava meglio erano quelli in cui era da SOLA... 

WOW.. avevo sentito quella stessa meravigliosa sensazione di distensione del corpo, della mente e dell'anima che provavo con Marco, nella sua "casa yogica”, alla fine di ogni pratica. 

Era chiaro che fosse arrivato il momento di fare il grande salto verso lo sconosciuto e lasciare andare tutte quelle "rocce sicure" a cui mi ero aggrappata avidamente: famigliari da cui dovevo prendere una sana boccata d'aria, relazioni malsane basate sul controllo, ed un posto di "lavoro sicuro" che non mi appassionava più. 

Basta. Basta. Basta.

Mi dovevo fare forza, avere fiducia in quello che avevo sentito in Cambogia e proseguire il cammino nelle grotte oscure verso la lucina sfuocata, il suo calore mi chiamava e il mio cuore era pronto per farsi riscaldare.

La piccola Chiara era pronta ad aprire la porticina del suo cuore, ed iniziare a ricevere le attenzioni che cercava.. 

10456016_10154318299905192_1465115490627536157_n.jpg

Lasciati andare, vivi! 
Fai esperienze diverse. Sogna. Rischia.
Chiudi gli occhi e salta. 

Goditi la caduta libera.
Preferisci l’euforia al comfort. 
Scegli la magia alla predicibilità.
Vai dove c’è potenziale, non sicurezza. 

Accetta la magia della quotidianità. 
Diventa il migliore amico della tuo sentire. 
Fidati del tuo intuito. 
Scopri la bellezza dell’incertezza. 
Diventa il tuo migliore amico prima di fare promesse agli altri. 
Fai mille errori, in modo da poter scegliere cosa davvero fa per te. 
Sappi quando tenere duro e quando lasciare andare. 
Ama fortemente, spesso e senza riserve. 
Ricerca la tua saggezza interiore. 
Resta aperto alle possibilità. 
Tieni sempre il cuore aperto, la testa alta e il tuo spirito libero. 
Abbraccia i momenti bui insieme ai momenti di luce. 
Concediti di sbagliare e non ti vergognare di ammetterlo. 
Presta attenzione alla bellezza dei momenti ordinari. 
Di sempre la verità su te stesso a prescindere dal costo da pagare.
Si padrone della tua realtà senza scuse. 
Guarda la bontà del mondo. 
Sii audace. 
Sii feroce.
Sii GRATO. 

Sii selvaggio, un po’ pazzo e gloriosamente libero. 
SII TE STESSO! 

instagram-04.png

"Tutti, presto o tardi, abbiamo avuto la sensazione che qualcosa ci chiamasse a percorrere una certa strada. " Il Codice dell'Anima di Hillman

Cambodian Dream #002

CAMBODIAN DREEM #002

... Il primo riconoscimento con The Magic Kindgom of Wonder, e' stato l'epilogo del meraviglioso cammino che sto percorrendo.

Durante il mio soggiorno cambogiano ogni mattina mi svegliavo con il cuore pieno di gioia, avevo mio fratello e la sua famiglia accanto. Potevo praticare yoga quanto volevo. 

Tutto era rallentato, e questo ritmo cosi' pacato rispondeva perfettamente al mio bisogno disperato di quella nota di pace che stavo cercando da anni.

Avevo finalmente trovato la terra dove la mia anima si sarebbe potuta nutrire.

IL MIO PARADISO.. Non ci potevo credere, esisteva, era reale! 

47081_10150269538870192_4596386_n.jpg

La testa ormai da troppo tempo stava andando ad una velocità che non riuscivo più a sostenere. 

Dormivo poche ore a notte, venivo svegliata da crampi alle gambe. Rimanevo immobile per ore ed ore a ragionare su di me, cercando di capire dove mi incagliavo, cosa c'era dentro di me che non andava e perché mi sentivo così sola e non capita. Spesso mi ritrovavo con le lacrime sul viso. Pregavo di essere aiutata ad uscire da quel infernale buco nero in cui mi trovavo, persa nei meandri della mia mente.

Sentivo che non ero destinata a tutto quello che stavo provando. Ero profondamente convinta che da qualche parte si nascondeva quella gioia che ero in grado di provare solo per brevi istanti. Dovevo trovarla. 

Era finalmente arrivato il momento di fare il grande salto verso la mia vita.

La cosa mi terrorizzava perché non era la prima volta che decidevo di lasciare tutto e partire. Ma il mio malessere mi aveva regolarmente seguito prima a Barcellona e poi addirittura dall'altre parte del mondo, in Australia... che palle, non ne potevo più. A questo giro volevo che le cose fossero diverse, non volevo che questo viaggio fosse una fuga da me stessa ma un reale trampolino di lancio verso me stessa. 

Mentre mi perdevo tra le rovine di Angkor, con il cuore in tumulto, pianificavo quali sarebbero dovuti essere i passaggi da fare per non fallire.

Ogni attimo trascorso in compagnia degli sguardi amorevoli dei Cambogiani, gli odori di incenso che bruciavano ad ogni angolo, i monaci nelle loro tuniche arancioni, i tramonti infiniti e serate passate in compagnia di mio fratello e la sua famiglia a raccontarci i piani per il futuro insieme, erano pura medicina per la mia anima. 

Ero pronta a tornare il Italia, sistemarmi per la partenza, e poi spiccare il volo verso la mia vita Asiatica. 

Cambodia I will be back, you still my heart... 

10333828_10154318299905192_1465115490627536157_o.jpg

MANUALE DEL GUERRIERO DI LUCE

Il guerriero di luce crede.

Poiché crede nei miracoli, i miracoli iniziano ad accadere.

Tutte le strade del mondo conducono al cuore del guerriero: egli si immerge senza esitazioni nel fiume delle passioni che scorre sempre attraverso la vita. 

Il guerriero sa che e' libero di scegliere ciò che desidera: le sue decisioni sono prese con coraggio, distacco e talvolta con una certa dose di follia.

Accetta le proprie passione e le vive intensamente. Sa che non e' necessario rinunciare all'entusiasmo delle conquiste: esse fanno parte della vita, e ne gioisce con tutti coloro che ne partecipano....

Paulo Coelho 

 

Progetto senza titolo (2).jpg
Progetto senza titolo.png

"Abbiate fiducia in voi stessi.

Sforzatevi di comprendere chi siete: la vostra vera essenza, non occorre fare altro.

Se non avete fiducia nel vostro Sè, difficilmente progredirete." 

Amma

Cambodian Dream #1

CAMBODIAN DREAM  #001

Il giorno che ho deciso di partire per il mio interminabile viaggio alla ricerca del mio mondo interiore non lo scorderò mai, e’ stata la prima volta dopo un lungo periodo molto complicato e doloroso in cui mi sono sentita viva.

WOW: che sensazione pazzesca sentire il proprio corpo felice e il cuore che finalmente inizia a respirare.

 Tornare a quelle sensazioni con la memoria non smetterà mai di commuovermi e farmi scendere qualche lacrima sul viso. 

Quando per la prima volta sono andata a trovare mio fratello, che si era appena arrivato a Siem Reap, capitale dei templi di  Angkor, posto magico, incantato, non ho avuto un dubbio al mondo sul fatto che ci lo avrei raggiunto a breve anche io. 

Appena si sono aperte le porte dell’aereo, ho sentito odore familiare: ci siamo riconosciute subito e mi sono promessa che ci sarei tornata il prima possibile.

Mio fratello mi aspettava in mezzo a mille Cambogiani, rumorosi, sorridenti e curiosi. 

Ci siamo abbracciati e con Sokom e il suo tuk tuk abbiamo iniziato a sfrecciare tra mucche, bambini, biciclette trasformate in piccoli mini van e motorini che sembrano dei pullman: un altro mini viaggio nel viaggio. 

Salgo sul tuk tuk mi levo le scarpe, mio fratello era già scalzo e, respiro dopo respiro, mi sento sempre piu’ a casa: gli odori mi erano familiari e gli sguardi incuriositi di chiunque abbiamo incontrato mi hanno rapito il cuore.

47372_10150269509830192_986685_n.jpg

I cambogiani ti guardano negli occhi, dritto, senza filtri. 

Quando ti salutano con un sorriso ammaliante di dico : “Good Luck for you my friend”.

Il mantra che mi ha accompagnato durante questo primo riconoscimento con The Magic Kingdom of Wonder : 

I want to be in a country where people wish you good luck, just because they feel it. 

Yes. Yes. Yes. 

Cosi' e' stato dopo un anno il viaggio Cambogiano ebbe inizio... 

 

10333828_10154318299905192_1465115490627536157_o.jpg
 

 

LA MUSICA E' VIVA! 

La musica da sempre scandisce il ritmo della mia vita. 

 Ci sono canzoni che mi fanno provare sensazioni talmente profonde da farmi scendere le lacrime sul viso,  il suono mi emoziona, mi fa sentire viva. 

In quei momenti della mia adolescenza dove nulla aveva senso, chiudevo gli occhi e mi facevo trasportare dal suono abbandonandomi completamente alla potenza delle emozioni che provavo, concedendo al suono di accompagnarmi per mano in quelle grotte oscure dentro di me che mi terrorizzavano ma che allo stesso tempo li dentro di me, tra le mie grotte era l'unico posto dove mi sentivo a casa.  Mi ricordo perfettamente la prima volta che mi sono letta nella musica: ero in macchina con mio papà e mia mamma, stavamo andando in campagna, litigavamo, io non volevo assolutamente andare con loro, sarei voluta rimanere a Roma a combinare qualche danno. Passa per radio : " Brutta, ti guardi e ti vedi brutta, ti senti sola e sconfitta... " , le lacrime iniziato a scendermi sul viso, ero affranta, anche la radio sapeva come mi sentivo: Brutta, sola e sconfitta. Poco tempo dopo mi ricordo un altro episodio in cui la musica mi ha portato diretta al mio cuore, vivevo a Roma e con la mia migliore amica giravamo per in motorino tutto il giorno cantando a squarcia gola gli 883 ed anche li la musica mi parlava di noi.. 

... gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi ...

Ho sempre percepito che il suono mi penetrava ad un livello più profondo del semplice udito, solo poco tempo fa ne ho capito la ragione. 

La voce di Marco Migliavacca, il mio primo insegnante di Yoga mi ha fatto provare per la prima volta quella sensazione di pace che stavo ricercando da anni. Durante l'ultimo anno in Cambogia Durante l’ultimo anno in Cambogia, ho avuto l’immensa fortuna di incontrare Louse, maestra incredibile che mi ha introdotto al Kundalini Yoga, in cui il suono e la musica giocano un ruolo fondamentale. 

Le parole di Louise avevano smosso qualcosa di molto profondo dentro di me e da brava “discepola” fiduciosa, da quel giorno per 40 giorni mi sono addormentata cullata da antichissimi canti sacri che mi hanno cambiato la vita. 

Mi sono sempre chiesta come mai tutto quello che pensavo anche se non lo esprimevo a parole, si rifletteva esattamente così come lo sentivo nella mia realtà. Avendo passato anni molto bui i pensieri che avevo non vibravano alti e di conseguenza la mia quotidianità era un vero tormento. 

Tutto l’Universo e’ fatto di Energia: tutto vibra ad una propria frequenza.  Siamo tutti fatti di energia e vibriamo ad una frequenza che e’ solo nostra. Pensieri/suoni di gioia, compassione, entusiasmo, felicità, solidarietà vibrano con delle frequenze molto alte, leggere, luminose io le percepisco dorate.  Mentre pensieri/suoni di gelosia, astio, rabbia, paura, competitività vibrano a frequenze molto basse, in tutte le scale di grigio. 

Da quando ho interiorizzato questo concetto ed ho iniziato a portare attenzione alla qualità dei miei pensieri, il ritmo della mia vita e' completamente diverso, lo percepisco come un suono dolce, con molti meno acuti fortissimi e bassi cupissimi..  Qual'è il tuo ritmo? 

... It’s in your dance
It’s in your hands
It’s in your love we rise above
It’s in your song I hear my soul ...

Haseya

Ogni mattina quando ti svegli hai la possibilità di scegliere il suono che vuoi portare nella tua realtà, partendo da questa consapevolezza, cerca dentro di te la tua vibrazione e falla suonare al ritmo del tuo strumento preferito ovunque tu vada, la' fuori c'e' bisogno della tua musica! 

 Good Luck for you my Friend... Cambodian Style! 

POST-03.jpg

"Il Potere universale risiede dentro di voi, tuttavia questa conoscenza potrebbe non essersi ancora radicata. Sono attraverso la fede e la meditazione e' possibile realizzare questa Verità suprema."  Amma