Cambodian Dream #1

CAMBODIAN DREAM  #001

Il giorno che ho deciso di partire per il mio interminabile viaggio alla ricerca del mio mondo interiore non lo scorderò mai, e’ stata la prima volta dopo un lungo periodo molto complicato e doloroso in cui mi sono sentita viva.

WOW: che sensazione pazzesca sentire il proprio corpo felice e il cuore che finalmente inizia a respirare.

 Tornare a quelle sensazioni con la memoria non smetterà mai di commuovermi e farmi scendere qualche lacrima sul viso. 

Quando per la prima volta sono andata a trovare mio fratello, che si era appena arrivato a Siem Reap, capitale dei templi di  Angkor, posto magico, incantato, non ho avuto un dubbio al mondo sul fatto che ci lo avrei raggiunto a breve anche io. 

Appena si sono aperte le porte dell’aereo, ho sentito odore familiare: ci siamo riconosciute subito e mi sono promessa che ci sarei tornata il prima possibile.

Mio fratello mi aspettava in mezzo a mille Cambogiani, rumorosi, sorridenti e curiosi. 

Ci siamo abbracciati e con Sokom e il suo tuk tuk abbiamo iniziato a sfrecciare tra mucche, bambini, biciclette trasformate in piccoli mini van e motorini che sembrano dei pullman: un altro mini viaggio nel viaggio. 

Salgo sul tuk tuk mi levo le scarpe, mio fratello era già scalzo e, respiro dopo respiro, mi sento sempre piu’ a casa: gli odori mi erano familiari e gli sguardi incuriositi di chiunque abbiamo incontrato mi hanno rapito il cuore.

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I cambogiani ti guardano negli occhi, dritto, senza filtri. 

Quando ti salutano con un sorriso ammaliante di dico : “Good Luck for you my friend”.

Il mantra che mi ha accompagnato durante questo primo riconoscimento con The Magic Kingdom of Wonder : 

I want to be in a country where people wish you good luck, just because they feel it. 

Yes. Yes. Yes. 

Cosi' e' stato dopo un anno il viaggio Cambogiano ebbe inizio... 

 

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LA MUSICA E' VIVA! 

La musica da sempre scandisce il ritmo della mia vita. 

 Ci sono canzoni che mi fanno provare sensazioni talmente profonde da farmi scendere le lacrime sul viso,  il suono mi emoziona, mi fa sentire viva. 

In quei momenti della mia adolescenza dove nulla aveva senso, chiudevo gli occhi e mi facevo trasportare dal suono abbandonandomi completamente alla potenza delle emozioni che provavo, concedendo al suono di accompagnarmi per mano in quelle grotte oscure dentro di me che mi terrorizzavano ma che allo stesso tempo li dentro di me, tra le mie grotte era l'unico posto dove mi sentivo a casa.  Mi ricordo perfettamente la prima volta che mi sono letta nella musica: ero in macchina con mio papà e mia mamma, stavamo andando in campagna, litigavamo, io non volevo assolutamente andare con loro, sarei voluta rimanere a Roma a combinare qualche danno. Passa per radio : " Brutta, ti guardi e ti vedi brutta, ti senti sola e sconfitta... " , le lacrime iniziato a scendermi sul viso, ero affranta, anche la radio sapeva come mi sentivo: Brutta, sola e sconfitta. Poco tempo dopo mi ricordo un altro episodio in cui la musica mi ha portato diretta al mio cuore, vivevo a Roma e con la mia migliore amica giravamo per in motorino tutto il giorno cantando a squarcia gola gli 883 ed anche li la musica mi parlava di noi.. 

... gli anni delle immense compagnie
gli anni in motorino sempre in due
gli anni di che belli erano i film
gli anni dei Roy Rogers come jeans
gli anni di qualsiasi cosa fai
gli anni del tranquillo siam qui noi ...

Ho sempre percepito che il suono mi penetrava ad un livello più profondo del semplice udito, solo poco tempo fa ne ho capito la ragione. 

La voce di Marco Migliavacca, il mio primo insegnante di Yoga mi ha fatto provare per la prima volta quella sensazione di pace che stavo ricercando da anni. Durante l'ultimo anno in Cambogia Durante l’ultimo anno in Cambogia, ho avuto l’immensa fortuna di incontrare Louse, maestra incredibile che mi ha introdotto al Kundalini Yoga, in cui il suono e la musica giocano un ruolo fondamentale. 

Le parole di Louise avevano smosso qualcosa di molto profondo dentro di me e da brava “discepola” fiduciosa, da quel giorno per 40 giorni mi sono addormentata cullata da antichissimi canti sacri che mi hanno cambiato la vita. 

Mi sono sempre chiesta come mai tutto quello che pensavo anche se non lo esprimevo a parole, si rifletteva esattamente così come lo sentivo nella mia realtà. Avendo passato anni molto bui i pensieri che avevo non vibravano alti e di conseguenza la mia quotidianità era un vero tormento. 

Tutto l’Universo e’ fatto di Energia: tutto vibra ad una propria frequenza.  Siamo tutti fatti di energia e vibriamo ad una frequenza che e’ solo nostra. Pensieri/suoni di gioia, compassione, entusiasmo, felicità, solidarietà vibrano con delle frequenze molto alte, leggere, luminose io le percepisco dorate.  Mentre pensieri/suoni di gelosia, astio, rabbia, paura, competitività vibrano a frequenze molto basse, in tutte le scale di grigio. 

Da quando ho interiorizzato questo concetto ed ho iniziato a portare attenzione alla qualità dei miei pensieri, il ritmo della mia vita e' completamente diverso, lo percepisco come un suono dolce, con molti meno acuti fortissimi e bassi cupissimi..  Qual'è il tuo ritmo? 

... It’s in your dance
It’s in your hands
It’s in your love we rise above
It’s in your song I hear my soul ...

Haseya

Ogni mattina quando ti svegli hai la possibilità di scegliere il suono che vuoi portare nella tua realtà, partendo da questa consapevolezza, cerca dentro di te la tua vibrazione e falla suonare al ritmo del tuo strumento preferito ovunque tu vada, la' fuori c'e' bisogno della tua musica! 

 Good Luck for you my Friend... Cambodian Style! 

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"Il Potere universale risiede dentro di voi, tuttavia questa conoscenza potrebbe non essersi ancora radicata. Sono attraverso la fede e la meditazione e' possibile realizzare questa Verità suprema."  Amma