Cambodian Dream #005

Cambodian Dream #005

Eh sì, lo avevo detto ad alta voce: "Ciao a tutti, parto e vado ad occuparmi di me stessa. Ci vediamo quando avrò smaltito il macigno che non mi permette di respirare e mi appesantisce il cuore." 

Non sapevo cosa mi avrebbe aspettavo in Cambogia, l'unica certezza che avevo era che lì c'era mio fratello. Il figlio grande di mio papà che sognavo da anni di raggiungere nella sua vita pionieristica. Lo stile di vita dell'avventuriera mi elettrizzava, ben diverso dai perbenismi borghesi dove continuavo a sbattere la testa facendomi male. 

Nelle notti insonni passate a studiarmi ed analizzarmi,  una delle tematiche più ricorrenti era il fatto che non mi sentivo legata a nulla di tutto quello che stavo vivendo: non appartenevo a nessun gruppo di persone, a nessuna città, neppure alla "mia famiglia" e ad essere sincera non sentivo neanche di appartenere al mio piccolo corpo.  Mi sentivo sempre giudicata, non capita e molto spesso non voluta. Provavo a vedere le situazioni che mi creavano disagio sotto ogni prospettiva possibile, ma mi sentivo sempre un pesce fuor d'acqua, non  riuscivo proprio a capire quale fosse il mio posto nel mondo, forse anche perché nel mio mondo interiore c'era una grande confusione. 

Mi ero cercata ovunque là fuori: negli sguardi degli amici, tra le braccia dei fidanzati, negli apprezzamenti degli sconosciuti, nelle critiche dei miei familiari, cambiavo la muta come un geko a seconda della situazione in cui ero, ma non ero mai me, ero sempre qualcos'altro che non mi apparteneva fino in fondo. 

Sentivo che mi serviva solitudine, ma la sola idea di essere sola in una stanza mi pietrificava. Cercavo il silenzio, ma il silenzio allo stesso tempo di terrorizzava. Mi davo regole rigorose per poi infrangerle subito dopo, ero sempre in contraddizione e confusa.

Pregavo che tutto questo tormento finisse, sapevo che quella lucina dorata che brillava in lontananza era la porta verso me stessa, ma qual' era la strada giusta per arrivarci? Continuavo a provare tutte le opzioni che avevo là fuori, ma tornavo sempre sconfitta, addolorata ed arrabbiata perché mi ero fatta ancora male.  

Ma qualcosa di tremendamente grosso si era smosso dentro di me quando avevo annunciato ad Alessio che sarei partita. Non avevo mai provato quel tipo di leggerezza, non avevo mai sentito il mio cuore battere in quella maniera, dopo dieci anni di tentativi sentivo fermamente che quella era la strada giusta, ora restava solo da organizzare i bagagli per il grande viaggio. 

Tornata alla scrivania dopo essermi licenziata, guardo lo schermo del computer e vedo riflesso il mio sguardo sorridente e felice: che gioia, che paura! 

WOW... Faccio un super respiro profondissimo ed iniziano a scendermi delle lacrime sul viso, le parole che rimbombavano seguendo le pulsazioni del mio cuore erano: Brava, Brava, Brava, Brava, Brava...

Prendo il telefonino in mano per scrivere a caratteri cubitali a tutti i "miei supporters" della mia coraggiosissima impresa e come per incanto appena lo prendo iniziano ad arrivarmi messaggi del tipo: " Allora? Com'e' andata?" e poi un altro: " Ma quand'e' che dovevi parlare al tuo capo? Oggi vero?  Fammi sapere, ti penso!" "Chiarina mentre mi raccontavi del tuo sogno mi sono commossa, sono con te!" ... Non ci potevo credere come facevano a sapere che gli avrei parlato proprio quel giorno? Perché il mio telefono era pieno di amore e supporto? Cos'era cambiato? E' vero che lo sapevano tutti i marciapiedi di Milano che sarei partita, ma nessuno sapeva - nemmeno io - quando avrei parlato ad Alessio e mai nessuno, a parte le amiche più vicine, mi aveva mai capita. Che diamine stava succedendo? 

Quella sincronicità così precisa non potevo che prenderla come un meravigliosa risposta dall'Universo verso la mia scelta, verso il mio desiderio di iniziare a prendermi cura di me stessa.

Proprio in quei giorni la mia "sorellina" Ilaria dopo averla chiamata per raccontarle che ero una campionessa di coraggio e che ero riuscita finalmente a dire quello che sentivo nel cuore, mi dice che era arrivato il momento di andare con lei alla Libreria Esoterica dove non ero ancora mai stata. Me ne aveva parlato tantissimo, ma per un motivo o per l'altro avevo sempre trovato una scusa per rimandare e non andarci. 

Entrata dentro mi sono sentita subito a casa: giravo per i banconi pieni di libri con titoli che mi chiamavano e mi sono sentita un po' come quando da bambina "parlavo" con i miei angioletti. Erano insieme alla tigre e agli spiriti degli Etruschi, i miei amici immaginari con cui amavo giocare nella meravigliosa valle incantata. 

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Mi sono trovata davanti allo scaffale dove stavano i libri degli angeli e non potevo credere alla quantità di libri che c'erano: Il tuo angelo custode. I racconti degli angeli. Parla con gli angeli della guarigione.  Sono rimasta a bocca aperta, sbalordita, la memoria mi ha riportata immediatamente a me bambina e mi sono detta: WoW.. Wow.. wOw.. questa e' roba buona, cosa scelgo?

Dietro di me una voce maschile mi dice: "Difficile scegliere vero? Perché non torni domani, ci sarà un seminario con Gaetano Vivo maestro di Reiki e Meditazione che guiderà proprio una meditazione sugli angeli. Vedrai che ne uscirai entusiasta e dopo avrai le idee più chiare su cosa scegliere. 

Okay. Quest'uomo mi stava parlando di reiki e meditazione cose di cui avevo sentito parlare che mi affascinavano moltissimo, ma che non avevo mai avuto "il tempo" di ricercare.

Certo è che se ero li c'era una ragione, l’ho preso come un altro segno dall'Universo e senza pensarci troppo accetto il suo invito. 

Quella notte mentre non dormivo mi sentivo diversa, ero emozionata all'idea che il giorno dopo sarei andata ad un seminario, non ero mai stata ad un seminario prima d'ora, non avevo mai meditato e l'idea di poterlo fare ed eventualmente incontrare il mio mio angelo custode mi piaceva molto.

Il giorno dopo mi sono svegliata elettrizzata, non vedevo l'ora che arrivassero le 3pm per andare al "mio appuntamento con l'angelo". Non avevo raccontato a nessuno quello che sarei andata a fare, avevo paura di essere criticata e non capita, mi sentivo già abbastanza giudicata per tutto quello che ero e certamente meditare con gli Angeli non era proprio una cosa usuale del mio mondo di allora. 

I dettagli di cosa e' successo dentro di me durante quella meditazione sono qualcosa di molto personale,  e' stata indubbiamente una delle esperienze più significative del viaggio in cui mi trovo ancora immersa, alla riscoperta di me stessa.

La strada nella grotta oscura verso la lucina dorata era meno buia ed avevo trovato un fedele compagno di avventura, ero felice. 

Uscita da quell'esperienza ho capito che cosa volesse dire essere GRATI alla vita. 

Walking my Dream e' da allora il titolo del mio viaggio..  

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La vita è un magnetismo non spingere, non tirare.

Preoccupati di attrarre a te quello che desideri.

L'Universo è pazientemente in attesa di donarti tutto quello che vuoi. 

Quello che emani, ricevi.

 

It's a mystery to me
We have a greed
With which we have agreed

You think you have to want
More than you need
Until you have it all you won't be free

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me

When you want more than you have
You think you need
And when you think more than you want
Your thoughts begin to bleed

I think I need to find a bigger place
'Cause when you have more than you think
You need more space

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

There's those thinking more or less less is more
But if less is more how you're keeping score?
Means for every point you make
Your level drops
Kinda like it's starting from the top
You can't do that

Society, you're a crazy breed
I hope you're not lonely without me
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me

Society, have mercy on me
I hope you're not angry if I disagree
Society, crazy and deep
I hope you're not lonely without me