HUMANS è uno spazio dedicato all'arte di essere umani.

Ogni settimana esploriamo insieme una domanda semplice:

Come posso vivere una vita più consapevole, gioiosa e libera?

Attraverso storie, scienza, spiritualità e piccole pratiche quotidiane, questa lettera è un invito a rallentare, osservare e riscoprire la meraviglia di essere umani.


 

SERVIZIO

È un dono prezioso potermi sedere ogni settimana ed esplorare insieme a voi tematiche che mi appartengono profondamente, condividendo i miei pensieri, le mie esperienze e le riflessioni che nascono lungo il cammino.

E voglio iniziare questa lettera ringraziandovi.

In una società che corre velocissima, scegliere di fermarsi, leggere e dedicare del tempo alla riflessione non è affatto scontato. Le statistiche di HUMANS continuano a crescere e l'ultima lettera ha raggiunto il 58% di aperture!

Mi arrivano anche bellissimi messaggi di ringraziamento da persone che mi raccontano quanto queste lettere le accompagnino, le facciano riflettere o arrivino proprio nel momento in cui avevano bisogno di leggere certe parole.

E ogni volta mi emoziono, perché mi ricordano che dall'altra parte ci siete voi, con le vostre storie, le vostre domande e i vostri percorsi.

E sapete una cosa? Mi farebbe davvero piacere sentirvi più spesso. Se leggete HUMANS, anche in silenzio, rispondete a questa email ogni tanto. Raccontatemi cosa vi arriva, cosa vi fa riflettere o semplicemente mandatemi un saluto.

Mi piacerebbe che questo spazio diventasse sempre di più un luogo di scambio, dove oltre a condividere con voi, possa anche ascoltarvi.

Grazie per il tempo e l'attenzione che mi donate ogni settimana. Per me hanno un valore immenso.

 

Fare della propria vita un'offerta

Nelle ultime settimane abbiamo esplorato il Servizio da prospettive diverse. Ci siamo chiesti a servizio di cosa vogliamo mettere la nostra vita, come imparare a dare senza perderci e quale responsabilità abbiamo verso i doni che ci sono stati affidati e le qualità che ci abitano.

Oggi, mentre ci avviciniamo alla fine di questo viaggio, sento che tutte queste riflessioni mi portano un po' più in profondità.

E se il vero Servizio, quello con la S maiuscola, dipendesse prima di tutto da chi siamo e da come scegliamo di vivere, ancora prima che da ciò che facciamo?

Essere al servizio viene spesso associato, come ci siamo già detti, a qualcosa che offriamo agli altri: il nostro tempo, le nostre capacità, la nostra presenza, il nostro aiuto. E certamente tutto questo ne fa parte.

Ma più lascio andare le identità nelle quali mi sono riconosciuta nel corso della vita, più mi accorgo che il Servizio comincia molto prima del gesto che compiamo.

Comincia da come ci svegliamo al mattino, da ciò con cui scegliamo di nutrirci fisicamente e mentalmente, da dove dirigiamo la nostra attenzione, dal modo in cui interagiamo con il mondo e, soprattutto, da come ci relazioniamo con noi stessi, in quello spazio intimo che Ram Dass chiamava the privacy of our own heart.

È lì, quando nessuno ci guarda, che prende forma la qualità della presenza che porteremo nel mondo.

E questa riflessione mi porta a una domanda che sento sempre più importante: quanto siamo davvero coerenti con ciò in cui crediamo?

Perché è facile parlare di consapevolezza, amore, presenza e spiritualità. Ma quanto di tutto questo portiamo nelle nostre scelte quotidiane? Nel modo in cui trattiamo noi stessi, nelle parole che utilizziamo, nei pensieri che alimentiamo, nelle piccole decisioni che prendiamo quando nessuno ci osserva?

Credo che il Servizio cominci da questa integrità. Dalla capacità di vivere ciò che diciamo di credere, trasformando i nostri valori in un'esperienza concreta.

La settimana scorsa vi ho condiviso una preghiera che accompagna le mie mattine:

 

Make me a pure vessel of your light to shine through me.

Rendimi un veicolo puro attraverso il quale la tua Luce possa risplendere.

 

Per me questa preghiera racchiude l'essenza del Servizio.

Ogni volta che la pronuncio mi ricordo che posso avere una direzione chiara e, allo stesso tempo, rimanere aperta a ciò che la Vita mi sta chiedendo in quel preciso momento.

Mi ricorda che la mia responsabilità è prendermi cura della qualità della mia presenza, ascoltare ciò che sento profondamente vero e avere il coraggio di trasformarlo in azione.

Significa imparare a riconoscere quando sto agendo perché sento una chiamata autentica e quando invece sono il mio ego o le mie paure a voler prendere il comando.

E significa anche rimanere fedele alla mia direzione, con determinazione e audacia, soprattutto quando sarebbe più facile seguire le aspettative degli altri o scegliere ciò che mi fa sentire al sicuro.

 

Ho imparato che essere pienamente presenti in ciò che la Vita ci mette davanti è già una forma di Servizio. Ma lo è anche vivere con integrità, avere il coraggio di seguire la propria direzione e permettere al Creatore che abita dentro di noi di esprimersi attraverso le nostre scelte.

Per me, questo significa fare della propria vita un'offerta.

 

Portare questa intenzione nel lavoro, nelle relazioni, nelle conversazioni e nelle decisioni quotidiane, senza rinunciare ai nostri desideri, alla nostra individualità o alla gioia di vivere.

Perché il Servizio può vivere nel modo in cui ascoltiamo qualcuno, nella cura con cui svolgiamo il nostro lavoro, nella gentilezza che scegliamo di portare in una situazione difficile o nel coraggio di dire una verità che sentiamo importante.

La nostra vita quotidiana è già il luogo nel quale possiamo metterci al servizio.

HUMAN FACT

L'INTENZIONE CAMBIA LA NOSTRA ESPERIENZA

Nella psicologia della motivazione si distingue tra motivazioni estrinseche, legate a ricompense o pressioni esterne, e motivazioni più autonome, collegate ai nostri valori, interessi e scelte personali.

Secondo la Self-Determination Theory, agire in modo coerente con valori che sentiamo profondamente nostri è associato a una motivazione più autonoma e a diversi aspetti del benessere psicologico.

Questo non significa che basti avere una buona intenzione perché ogni nostra azione produca un risultato positivo, ma ci ricorda che il luogo interiore dal quale scegliamo di agire conta.

E che possiamo coltivare una relazione più consapevole con ciò che facciamo ogni giorno.

 

HUMAN TOOL

QUANDO NESSUNO TI GUARDA

Questa settimana ti invito a osservarti nei momenti più ordinari della giornata, quelli in cui sei completamente solo con te stesso.

Presta attenzione a come ti parli, ai pensieri che alimenti, alle piccole scelte che compi e al modo in cui reagisci quando qualcosa non va come vorresti.

E chiediti:

«Il modo in cui sto vivendo questo momento rispecchia davvero la persona che desidero essere?»

Osserva ciò che emerge, con curiosità e senza giudizio.

Perché la nostra integrità si costruisce soprattutto nelle piccole scelte che nessuno vede.

 

HUMAN AFFIRMATION

Faccio della mia vita un'offerta.

 

Mentre chiudiamo questo mese dedicato al Servizio, mi piace pensare che tutte le domande che abbiamo attraversato possano continuare a vivere dentro di noi.

Se c'è una cosa che desidero lasciarvi da questo viaggio è che il Servizio comincia nel modo in cui scegliamo di vivere, molto prima di ciò che decidiamo di offrire.

E c'è un elemento fondamentale che accompagna ogni nostra intenzione, ogni scelta e ogni gesto: la nostra energia.

Possiamo avere le intenzioni più pure e il desiderio autentico di contribuire al mondo, ma se non impariamo a conoscere, nutrire e dirigere la nostra energia, rischiamo di disperderci proprio mentre cerchiamo di offrire il meglio di noi.

E così, dopo aver esplorato la Leadership e il Servizio, nelle prossime settimane entreremo insieme in un nuovo territorio: l'ENERGIA.

Quella che anima il nostro corpo, accompagna i nostri pensieri, attraversa le nostre emozioni e si manifesta nel modo in cui viviamo, lavoriamo, amiamo e ci relazioniamo con il mondo.

Esploreremo come riconoscerla, cosa la nutre, cosa la disperde e come imparare a utilizzarla con maggiore consapevolezza.


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HUMANS#016