HUMANS è uno spazio dedicato all'arte di essere umani.
Ogni settimana esploriamo insieme una domanda semplice:
Come posso vivere una vita più consapevole, gioiosa e libera?
Attraverso storie, scienza, spiritualità e piccole pratiche quotidiane, questa lettera è un invito a rallentare, osservare e riscoprire la meraviglia di essere umani.
ENERGIA
Dove va la tua energia?
C'è una domanda che negli ultimi anni ho imparato a farmi sempre più spesso, soprattutto nei momenti in cui mi sento stanca, dispersa o con mille cose per la testa.
Dove sta andando la mia energia?
Nell'ultima lettera di HUMANS abbiamo chiuso il nostro viaggio nel Servizio con una riflessione: per offrire il meglio di noi alla Vita dobbiamo imparare a conoscere, nutrire e dirigere la nostra energia.
E oggi voglio partire proprio da qui.
La nostra energia è una delle risorse più preziose che abbiamo. Eppure, quanta consapevolezza abbiamo di come la utilizziamo?
Per tanti anni ho vissuto a ritmi intensissimi. Ho viaggiato, creato, lavorato, insegnato, attraversato trasformazioni profonde. Ho sempre avuto una grande capacità di muovere energia, di accendere progetti, di mettere in moto idee e persone.
Ma avere tanta energia e saperla utilizzare sono due cose molto diverse.
Ci sono stati momenti in cui la disperdevo in mille direzioni, convinta che essere sempre in movimento significasse necessariamente avanzare. E altri in cui, rallentando, ho scoperto una forza molto più grande.
Una delle cose più preziose che mi hanno insegnato gli anni di pratica spirituale è proprio questa: imparare a osservare dove va la mia attenzione e riconoscere come questo influenzi il mio stato interiore e, di conseguenza, il modo in cui vivo e interagisco con il mondo esterno.
Nella tradizione yogica si parla di prana, il principio vitale che anima ogni essere vivente. Attraverso il respiro, il movimento, la meditazione e la disciplina quotidiana, impariamo a coltivare una relazione più consapevole con questa energia.
È un insegnamento che ha trasformato profondamente il mio modo di vivere.
Con gli anni ho sviluppato una sensibilità sempre più immediata verso ciò che mi nutre e ciò che invece mi disperde. A volte mi basta entrare in un ambiente o incontrare una persona per percepire come mi sento, ancora prima di riuscire a spiegarmelo razionalmente.
E ho imparato a dare ascolto a queste sensazioni, senza dimenticare che anche le nostre prime impressioni possono essere influenzate da ciò che stiamo vivendo.
Una conversazione profonda, dalla quale esco ispirata, per me è un dono immenso. Così come una giornata trascorsa a creare qualcosa che amo, una pratica che mi riporta al corpo o un incontro nel quale sento uno scambio autentico.
Al contrario, ci sono situazioni che mi lasciano mentalmente esausta: conversazioni che continuano a girarmi in testa per ore, dinamiche ripetitive nelle quali non si apre mai uno spazio di responsabilità personale, oppure il tempo passato a scorrere contenuti sul telefono, assorbendo informazioni che riempiono la mente senza nutrire davvero nulla.
E poi c'è tutta l'energia che consumiamo dentro di noi.
Quella dei pensieri ripetitivi, delle preoccupazioni, del continuo anticipare il futuro o ripercorrere conversazioni e situazioni che ormai appartengono al passato.
A volte siamo seduti sul divano, apparentemente fermi, e dentro di noi stiamo correndo una maratona.
Vi è mai capitato? A me capitava spessissimo.
Quanta della nostra energia utilizziamo per essere davvero immersi nel momento presente e quanta ne spendiamo per alimentare i film della nostra mente?
Questa domanda, per me, è diventata una pratica.
Perché ogni volta che mi accorgo di essere dispersa, posso scegliere di tornare a me. Al corpo, al respiro, a ciò che conta davvero in quel momento.
E soprattutto posso ricordarmi che la mia attenzione è preziosa e contribuisce a dare forma alla mia esperienza della Vita. Merita di essere diretta con consapevolezza verso ciò che desidero coltivare.
Questo non significa dover essere sempre positivi, produttivi o pieni di vitalità. Ci sono giorni in cui abbiamo bisogno di riposare, attraversare un'emozione difficile o semplicemente stare.
Anche questo è prendersi cura della propria energia.
E per me, che ho una mente super attiva, sempre pronta a interessarsi a tutto, creare connessioni e inseguire nuove idee, imparare a scegliere dove portare l'attenzione è ancora oggi una pratica quotidiana.
Sto imparando a osservare con maggiore attenzione come mi muovo, cosa mi coinvolge e quando invece è il momento di fermarmi.
Perché il primo passo per avere più energia è imparare a riconoscere dove la stiamo già mettendo.
E da lì iniziare a scegliere.
HUMAN FACT
IL COSTO NASCOSTO DEL CAMBIARE CONTINUAMENTE ATTENZIONE
In psicologia cognitiva esiste un fenomeno chiamato attention residue, o residuo attentivo.
Quando passiamo da un'attività all'altra, una parte della nostra attenzione può rimanere legata a ciò che stavamo facendo prima, soprattutto se abbiamo lasciato qualcosa in sospeso.
Questo può rendere più difficile concentrarci pienamente sul compito successivo.
La ricerca di Sophie Leroy, pubblicata nel 2009, ha contribuito a descrivere questo fenomeno.
È una spiegazione interessante di qualcosa che molti di noi sperimentano quotidianamente: possiamo essere impegnatissimi per tutta la giornata e avere comunque la sensazione di aver disperso le nostre risorse mentali.
La nostra attenzione ha dei limiti. Imparare a proteggerla è una forma concreta di cura di sé.
HUMAN TOOL
LA MAPPA DELLA TUA ENERGIA
Questa settimana ti invito a fare un piccolo esperimento.
Per tre giorni, fermati qualche minuto alla sera e osserva come hai vissuto la giornata.
Prendi un foglio e dividilo in due colonne.
MI NUTRE
Scrivi tre momenti, attività, persone o situazioni che ti hanno fatto sentire più presente, vitale, ispirato o in pace.
MI DISPERDE
Scrivi tre situazioni nelle quali hai sentito di perdere concentrazione, vitalità o connessione con te stesso.
Osserva ciò che emerge, senza giudicare.
Alla fine dei tre giorni chiediti:
«Qual è una piccola scelta che posso fare per dedicare più energia a ciò che nutre davvero la mia vita?»
Scegli un'azione concreta e portala nella settimana successiva.
La consapevolezza diventa trasformazione quando iniziamo a tradurla nelle nostre scelte.
HUMAN AFFIRMATION
La mia energia è preziosa. Scelgo con consapevolezza dove dirigerla.
Questo è soltanto l'inizio del nostro viaggio nell'ENERGIA.
Nelle prossime settimane esploreremo il rapporto tra energia, corpo, respiro, pensieri ed emozioni, intrecciando insegnamenti antichi, conoscenze contemporanee ed esperienze di vita reale.
Ma oggi vorrei lasciarvi con una domanda: Se la tua attenzione contribuisce a dare forma alla tua esperienza quotidiana, a cosa stai scegliendo di dare spazio nella tua vita?
E se questa lettera ti ha fatto riconoscere qualcosa di te, raccontamelo rispondendo a questa email. Mi piacerebbe sapere cosa nutre la tua energia e cosa, invece, senti che è arrivato il momento di lasciare andare.